Questo il messaggio che ho ricevuto ieri da Monica, pochi minuti prima delle cinque del pomeriggio. All'inizio pensavo si riferisse al fatto che l'aveva portato dai suoi genitori per curarlo meglio, poi mi è venuto il dubbio...
E' bastato sentire come diceva "Pronto?" al telefono per capire.
Non posso spiegare quale sensazione di dolore mi ha fatto smettere di parlare con lei, dovevo trattenere le lacrime perchè ero al lavoro e fingere...
Non ci sarà mai un gatto come quello, mai in mille anni ancora e di più!
Lo so, lo dicono tutti, quando muore un animale a cui si è voluto bene è la frase standard.. lo è anche per gli umani! Ci si scorda di tutte le parti non buone e si rammentano solo quelle migliori.
Ma in questo caso non è possibile, perchè Teodoro era un gatto speciale, un animale speciale, un dono della natura per i pochi eletti che hanno avuto la fortuna di poterlo prendere in braccio.
Un gatto straordinario, che ti vegliava quando eri ammalato, che faceva il giro delle stanze per dare la buona notte a tutti, che salutava quando rientravi a casa, che si strusciava e faceva le feste anche all'ultimo arrivato. Anche quel tizio appena entrato in casa mai visto nè conosciuto si meritava una ripassata di pelo, una miagolata, un pò di fusa! Non bello, senza un occhio, con la coda mozza, bassotto e con le zampe dietro un pò ad X, però bellissimo, con il suo pelo lucente, la corposità della pelliccia, la sodezza della ciccia, la tenerezza dei suoi gesti, mai un graffio, mai un unghia di fuori, mai una affondata di zanne nemmeno per giocare.
Certo, quando prendeva le medicine non era così disponibile, ma a parte quelle comprensibili parentesi di cui Monica portava i segni per giorni, che affettuosità! E con i bambini piccoli? Curioso, ma protettivo... e con i cani? Mai un tentativo di lite con i cani che sono passati per casa, cercava con tutti di stabilire un legame.
E che legame! Nato per fare le fusa! Nato per rendere la nostra vita un pò migliore, inconsapevole forza della natura, tenero polpettone di pelo, morbido e caloroso.
Affettuosità felina che non si può capire se non si è provata, adesso starà svolazzando con il suo corpicino ciompo e un paio di alucce piccoline, facendo la gioia di qualcun'altro e finalmente senza più soffrire, come è giusto che sia.
Basta, non mi riesce di prosegure, troppo doloroso, povero piccolo peloso Amico.
venerdì 20 febbraio 2009
il micione non c'è più
lunedì 22 settembre 2008
sabato 20 settembre 2008
cani e umani
Oggi ho assisitito a tre scene con protagonisti cani...
Prima scena: pasticceria e colazione. Famigliola composta da genitori giovani, sui 40 se non addirittura meno, due figli che potevano avere 5 e 7 anni, maschio e femmina, e una cagnuzza dal pelo rossiccio un pò lungo, taglia medio piccola... insomma, uno di quei cagnetti di razza incerta e origine sconosciuta da generazioni e generazioni, che di solito gironzolano senza collare, ti salutano scondinzolando e correndoti incontro anche se è la prima volta che ti vedono, simpatici per antonomasia.
La cagnetta era tutta agitata, faceva le feste a chi entrava nella pasticceria, salutava, era felice e lo dimostrava. La padrona ha iniziato a sgridarla "STAI LI'!" e in malo modo la strattonava perchè pretendeva che rimanesse seduta, immobile, senza emettere suoni, contro la parete. La cagnetta era anche giovane, poco più di una cucciola, e ad ogni strattone prima guardava interdetta la padrona e poi continuava a scodinzolare. Gli strattoni si sono fatti sempre più forti ma non servivano a niente. Ad un certo punto questa padrona di cane, frustrata perchè questa povera bestia non ubbidiva a bacchetta, si è abbassata e l'ha schiacciata contro la parete, in mezzo a guaiti che spiegavano bene quanta sorpresa e paura provasse l'animale.
Non contenta, mentre i bambini erano spaventati forse quanto la cagnetta e il marito fortemente imbarazzato, questa imbecille torna alla posizione da caffè al banco e, mentre sorseggia, esordisce con una frase mezza borbottata fra i denti "Pure il rottweiler mi ubbidiva, perchè non mi deve ubbidire questa!". Nella pasticceria è calato il gelo. Durante il trattamento intensivo di istruzione del cane, la proprietaria del locale aveva cercato, in maniera un pò imbarazzata, di scherzare sulla situazione sperando che la "signora" smettesse di tartassare la bestiola, ma dopo una frase del genere è rimasta allibita e senza parole.
Peccato che non mi è venuto subito da mandarla a quel paese, ma ero allucinata! Ma poi, voglio dire, un rottweiler vive per ubbidire al padrone, è capace di mettersi a camminare con il naso a zampe in su se il padrone glielo chiede, ma come si può pensare che un cagnetto giovane, figlio di n.n., casinista per antonomasia, sia ubbidiente e addomesticabile come un rottweiler. MA PERCHÈ NON FAI A MENO DI PRENDERTI UN CANE?!?!
Seconda scena: strada affollata di gente. Sento una voce stridula, di quelle che ti vengono fuori inconsapevolmente quando vedi un neonato o un cucciolo, insomma un immagine di estrema tenerezza. Guardo per terra e scorgo, in mezzo a decine di gambe frettolose, due polpettine a quattro zampe, due cagnetti stazza chihuahua, ma non erano chihuahua, piiiiccoli, uno mi poteva stare in una mano, che correva, vabbè, zampettavano come delle schegge cercando di raggiungere la padrona che li guardava sorridente due metri più avanti. Diciamo che erano così piccoli che per far tre metri ci volevano 5 minuti! Le voci stridule da apprezzamento mieloso intanto si moltiplicavano e immaginate la mia sorpresa quando, alzando lo sguardo, mi sono accorta che provenivano da un gruppetto di quattro operai ENORMI, corpulenti, sporchi di calcinacci e tutto il resto, così grossi che ti spostano un armadio pieno di vestiti, con una mano sola, che seguivano pigolando con un sorriso ebete (tutti quanti!) questi due cagnetti "Che cariiini! Guarda! Guarda! Che cariiiiniiiiii!".
E' proprio vero che l'abito non fa il monaco!
Dulcis in fundo, per fortuna, terza scena: paninoteca (eh! si, oggi sono stata in giro tutto il giorno!)
Entra un ragazzo sui 30/35 anni, con una cagnetta simile alla protagonista della prima scena, solo che questa era nera e a pelo corto... ma poco importa il colore del pelo... Dentro il locale c'è un altro ragazzo coetaneo del primo,che prende in braccio il cagnetto e comincia a sbaciucchiarla, abbracciarla, saluti affettuosi da tutti quelli che entravano e dai banconieri.
Allora io chiedo: ma che ha fatto di male la cagnetta numero uno per essere così sfortunata?
E se un giorno prendesse coraggio e sferrasse un bel morso alla mano di quella stupida ignorante della sua padrona, farebbe anche una brutta fine.
Ma vi sembra giusto?
domenica 7 settembre 2008
venerdì 9 maggio 2008
l'essere altezzoso
L'essere, altezzoso,
sinuosamente affonda,
nel ventre sanguigno,
impietosi artigli
scintillanti e aguzzi.
Rimestano nel grumo
bollente e odoroso
di boccioli, lacrime,
semenza di sogni.
Una palla di fanghiglia,
chiamata mondo.
Un gioco di pigrizia,
tra regali pause.
Sul velluto bollente
rimbalzano le fusa,
ninnananna lamentosa,
per il cuore della terra.
Rimane l'attesa
della fine di tutto,
senza troppe pretese
nei raggi del sole.
Stefania
lunedì 5 maggio 2008
sabato 19 aprile 2008
walter novello
Ne è morto un altro....
Non era un mio amico nel vero senso della parola, non era uno con cui mi sentivo al telefono ogni tanto o organizzavo gite fuori porta, ma era uno che conoscevo, che avevo sentito cantare, con cui avevo scambiato qualche parola....
Era una persona gentile, simpatica, di compagnia. Una bella voce blues! Uno che faceva parte di quella disseminata, articolata, colorata, calorosa famiglia dei musicisti veneziani, i quali tutti, almeno una volta nella vita, hanno suonato, sperimentato, provato, arrangiato, ideato qualcosa insieme a tutti... e quindi anche insieme a Walter.
Io, nel mio piccolo, faccio un pò parte di questa grande famiglia, sono un membro esterno che li va ad ascoltare, che qualche volta li aiuta a trasportare gli strumenti, a metterli in salvo da acquazzoni improvvisi, che li ascolta parlare per ore di rullate, battute, cavi elettrici, stonature, accordi, ritmi, corde, voci, progetti e progetti.
Lui era uno di loro. Ecco come lo conoscevo.
MI dicono che aveva un figlio piccolo.
Mi dicono che in questo periodo pare fosse contento, felice di avere molte date programmate.
MI dicono che la sua macchina è scivolata sulla pioggia.
Succede... alle volte... questo è quanto ti viene da commentare quando senti queste notizie.
Succede... alle volte... non va più bene quando ti dicono che è accaduto a qualcuno che conoscevi. Soprattutto quando questa persona l'hai sempre vista ridere. Ma poi, non è detto che debba morire solo chi nella vita non ride mai...
Per me, che lo conoscevo poco, rimane il ricordo del suo viso sotto sforzo per tirar fuori questa voce potente e bassa, dei suoi lunghi capelli ricci che occupavano volumi enormi di aria intorno al suo corpo.
Ci sarà qualcuno che avrà molti più ricordi di me e che sicuramente in questo momento starà provando tanta rabbia, costernazione, paura, sorpresa... insomma, che diamine! SI sa cosa si prova in questi casi!
IO, nel mio piccolissimo, posso solo dire che quando l'ho saputo ci sono rimasta di merda!
L'unica cosa che posso pensare è che la vita bisogna prendersela e tenersela stretta per tutti i minuti che passano inesorabili e, porca miseria, basta! Perchè c'è sempre quella maledetta signora che ti aspetta al varco per prenderti per i fondelli!
Ciao Walter...
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lunedì 7 aprile 2008
accademia delle belle arti - venezia
barbapapà
gatti di lana in passeggiata
ancora amigurumi - fase tre

Ecco invece la terza produzione, questa volta è finito in mano a Giovanni. Nome? Red Musillato... Beh! Il nome lo ha scelto Giovanni ovviamente ma gli sta proprio bene. Sappiate che ormai è un gatto easy rider perchè Giovanni se lo porta sempre in giro quando va a suonare e alle volte si fa "aiutare" a suonare la grancassa!
:-D
mercoledì 20 febbraio 2008
la bambina
Dove nascondo questo bambino?
Potrei infilarlo in un sacchettino,
dentro una borsa o sotto il letto,
come se fosse un brutto difetto.
Nato da me, che sogno soltanto
di andare al cinema e ridere tanto.
Libri sul tavolo, musica in gola,
cosa è successo tra le lenzuola?
Non lo sapevo, nessuno mi ha detto,
cosa succede, se metti il rossetto!
Una bambina vorrei restare
per continuare a gironzolare,
invece una donna son diventata…
Non voglio proprio venire additata:
precoce assassina in tenera età
di un piccolo me che non voglio qua.
Stefania












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