martedì 12 febbraio 2008
venerdì 25 gennaio 2008
panorama veneziano
giovedì 24 gennaio 2008
Yves Montand by marco paties
Video scovato da Giovanni su YouTube. Non so chi sia questo kinginkred ma ha fatto una gran cosa a mettere un video di Marco in rete. Bello, te lo fa ricordare un pò meglio di una foto. Grazie a lui e a Giovanni che ha avuto l'idea di provare a cercare Marco anche qui.
Pubblicato da stefania galluccio alle 10:25
Etichette: marco paties, musica, venezia, video
giovedì 17 gennaio 2008
pulizie di primavera...
... oppure vendita all'ingrosso di sciarpe?
O forse lavatrici monotematiche?
Questo significa approfittare del bel tempo per fare il cambio degli armadi!
Complimenti!
foto: Stefania Galluccio
giovedì 15 giugno 2006
Luogo Giudecca
Cz95
Centro Civico Zitelle, Giudecca 95 - Venezia
Sala Foyer
Inaugurazione Mostra
Luogo Giudecca
Fotografie di
Stefania Galluccio
Michela Orbani
Max Ventura
Tre sguardi sulla Giudecca, tre diversi modi di leggere un'isola, tre fotografi che interpretano in maniera diversa luoghi, spazi e persone, utilizzando tecniche e strumenti differenti.
Un confronto voluto per dimostrare come, l'isola nell'isola, possa in realtà assumere identità molteplici.
La mostra rimarrà aperta dal 16 al 30 giugno 2006
mostra fotografica Paradiso Perduto
Inaugurazione
Paradiso Perduto
Cannaregio 2540
tel. 041 720581
My favorite things
Fotografie
di
Stefania Galluccio
a cura di Susanna Zattarin
Paradiso Perduto di Stefania Galluccio mette in evidenza due aspetti nodali: la necessità del fare e l’urgenza, per la città lagunare, di ri-trovare dei luoghi dove la creatività possa manifestarsi, “esporsi”. E’ infatti\n lasciata troppo spesso alla volontà e alla passione del singolo, come in questo caso, l’organizzazione e la messa a disposizione di spazi, sia per le arti figurative ma soprattutto per l’espressione musicale. Le immagini oggi qui presentate compongono un unicum con i suoni che spesso il Paradiso Perduto ci offre, svelandoci, già dal titolo dell’esposizione che riprende il titolo di un brano di John Coltrane, i grandi amori dell’autrice: la fotografia e la musica. L’artista in questa operazione crea un legame forte tra la musica e i suoi interpreti, e lo manifesta componendo a sua volta una “melodia” attraverso queste immagini catturate come note che vengono a restituirci la storia recente del percorso creativo-musicale della città. Le espressioni che la fotografa ci restituisce si fanno così esse stesse suoni, non più solo udibili ma\n fermati nella loro “rappresentazione” offrendoci in questo modo delle vere e proprie “note visibili”. La scelta tematica da parte della fotografa la porta, come del resto accade agli artisti ritratti, a lavorare frequentemente in un clima di improvvisazione, immergendosi nelle sonorità, cogliendone, spesso anticipandone, toni e cadenze. Il genere e la scelta dei soggetti si rivelano quindi come una vera e propria sfida dal punto di vista tecnico: catturare il suono e il movimento il più delle volte con una luce che amplifica le possibilità del mezzo. Ma è questa sfida, questo continuo mettersi in gioco, non meno del continuo confronto con\n la scena dei musicisti, che stimola la ricerca creativa di Stefania Galluccio, la quale attraverso la scelta dell’utilizzo rigoroso della pellicola bianco e nero viene a creare una particolare fusione tra la pratica musicale e la pratica del fotografare."
Questa mostra al Paradiso Perduto di Stefania Galluccio mette in evidenza due aspetti nodali: la necessità del fare e l’urgenza, per la città lagunare, di ri-trovare dei luoghi dove la creatività possa manifestarsi, “esporsi”. E’ infatti lasciata troppo spesso alla volontà e alla passione del singolo, come in questo caso, l’organizzazione e la messa a disposizione di spazi, sia per le arti figurative ma soprattutto per l’espressione musicale. Le immagini oggi qui presentate compongono un unicum con i suoni che spesso il Paradiso Perduto ci offre, svelandoci, già dal titolo dell’esposizione che riprende il titolo di un brano di John Coltrane, i grandi amori dell’autrice: la fotografia e la musica.
L’artista in questa operazione crea un legame forte tra la musica e i suoi interpreti, e lo manifesta componendo a sua volta una “melodia” attraverso queste immagini catturate come note che vengono a restituirci la storia recente del percorso creativo-musicale della città. Le espressioni che la fotografa ci restituisce si fanno così esse stesse suoni, non più solo udibili ma fermati nella loro “rappresentazione” offrendoci in questo modo delle vere e proprie “note visibili”.
La scelta tematica da parte della fotografa la porta, come del resto accade agli artisti ritratti, a lavorare frequentemente in un clima di improvvisazione, immergendosi nelle sonorità, cogliendone, spesso anticipandone, toni e cadenze.
Il genere e la scelta dei soggetti si rivelano quindi come una vera e propria sfida dal punto di vista tecnico: catturare il suono e il movimento il più delle volte con una luce che amplifica le possibilità del mezzo. Ma è questa sfida, questo continuo mettersi in gioco, non meno del continuo confronto con la scena dei musicisti, che stimola la ricerca creativa di Stefania Galluccio, la quale attraverso la scelta dell’utilizzo rigoroso della pellicola bianco e nero viene a creare una particolare fusione tra la pratica musicale e la pratica del fotografare.
Susanna Zattarin
Avvolte nella pensosa penombra del demone del tempo e della creatività, le “persone risonanti” impresse nelle foto di Stefania Galluccio sembrano staccare un attimo dal processo creativo musicale per fermare la progressione temporale ed acustica e immergersi nell’umanità del silenzio, il fine ultimo della musica, la sua vittima designata.
sabato 3 giugno 2006
martedì 4 aprile 2006
mostra fotografica

Dal 11 al 25 marzo ho partecipato ad una mostra collettiva a Mestre dal nome "Donne in Piazza" patrocinata dalla Municipalità, nello specifico dalla delegata alle Pari Opportunità.
La mia amica Susanna Zattarin, critica d'arte, ha curato la mostra ed ha scritto il testo per il catalogo, invece Giovanni ha scritto la mia presentazione.
Inutile dire che sono molto contenta di aver ricominciato con la fotografia! Per Maggio devo riuscire a scattare 20 ritratti per una mostrta che si terrà al Paradiso Perduto, noto locale veneziano.
Speriamo bene!
Intanto ecco qua, foto e presentazione...
Opera di Stefania Galluccio
Titolo: "...le parole tacciono la verità degli specchi"
Tecnica: fotografia b/n
dimensioni: Stefania Galluccio_1: 30 x 38 cm, Stefania Galluccio_2: 30 x 20 cm
Stefania Galluccio
Nata a Luino (VA) nel 1969 vive e lavora a Venezia
"Stefania, benché si sia sempre accanita contro il dono della vista, nasce e morirà fotografa. Le sue immagini sono piene di Bressoniana innocenza e senso dell'inquadratura, restituendoci (cosa rara in fotografia) l'anima dei soggetti ritratti, immacolata...Gli esseri umani, sempre al centro della sua attenzione, sono ricoperti di amorevole cura. La scelta del bianco e nero, classica nei presupposti ideali, serve per mantenere pudicamente intatta la vaghezza della percettibilità dei contorni dell'essenza e il risultato, anche se può essere pensoso, è sempre sorridente, è un sì".
Giovanni Natoli
foto: Stefania Galluccio
martedì 28 febbraio 2006
venerdì 24 febbraio 2006
venezia 2050
Venghino, venghino… sempre più turisti a Venessia!
“Venghino, VENGHINO, siore e siori. Quanto ha di scarpe lei, quarantacinque? Quarannntacinnquuuueeeccoquà!
Ehi Nina, bisogna ordinar più stivali co numeri alti, che stì fioi i gà i pie sempre più eonghi!
Venghino, venghino, attenziooone... OOOIIIIII! Ma lei dove crede di andare con quel passeggino? Non penserà mica di entrare a Venezia con quello?! Vede quella scritta? TRONC-CHETT-TTO! Asilo nido al piano terra, secondo piano dai 3 ai 5 anni, terzo piano dagli 8 agli 11 e quarto dai 12 ai 120.”
“?!?!?”
”È inutile che faccia quella faccia là, sa? Centimetri, non anni! Bambini sotto i 120 cm! Cos’è, non le torna? Ma lo vede dove le arrivano gli stivali, sotto le ascelle! Pensa forse che qualcuno sotto quell’altezza possa entrare a Venezia?Sulle spaaalleee? Siiii, è arrivato l’intelligente! Come fa a tenersi su il bambino col cappombrello antipiccione? Ma lo sa cosa vuol dire una cagata in testa di questi qui? Entra figlio dei fiori ed esce peoco! PIAZZA SAN MARCOOOOO?! Bepiii, ma ti gà sentio sto quà? El pensa de ‘ndar veder Piassa San Marco! ‘More, fammi vedere un po’ quella guida turistica che hai li che ti esce dalla borsa… ma, lo credo! Di chi era, di sua nonna sta roba?! Sono almeno 10 anni che in sta città non ghe vive più nissuni! Figurarse in piassa! Ghe sarà i gransi pori che i gavarà fato il santo loro!
Ora si va a vedere il MoSE, che nol gà funsionà! L’interlagunar, che no ea gà funsionà. I picioni, che i funsiona troppo, e poi tuti bei in fiea a comprar mascherete sotto el ponte del Calatrava.”
“???”
“Noooo signore, ma lei, MI SCUSI, ma el vien da Marte? Non lo sa che dopo aver scoperchiato mezza Venessia cogli elicotteri per metterlo giù, ci hanno rinunciato e lo hanno riportato indietro?! Ora è in campagna, in terraferma.”
“!!!”
“Nooo, e come lo riutilizzavano? Non era mica fatto per le macchine! Guardi, tanto ora vi ci portiamo, così lo vedete, vi ci mettete sopra e vi fate una bella foto ricordo, così potete dire che siete stati a Venezia, la città più romantica che c'è!
Contenti?
Permette?
Venghino, venghino…”
Stefania
mercoledì 16 novembre 2005
domenica 30 ottobre 2005
barchetta

Un giorno ero in giro con la digitale ed ho visto questa barchetta ormeggiata in un canale, era bellissima: in netto contrasto con una serie di barconi da trasporto che la circondavano, sembrava un guscio di noce poggiato sull'acqua.
Quando ho deciso di stampare un pò di foto su carta ho chiesto un opinione al fotografo. Era la prima volta che facevo sviluppare delle foto digitali e avevo bisogno di un pò di informazioni.
Non potete immaginare cosa ho provato quando lui ha detto "questa barca la conosco!".
Ho scoperto che quel piccolo guscio è opera di un mio vecchio amico, un ragazzo che ho conosciuto i primi anni di università e poi ho perso di vista. Sapevo che era diventato maestro d'ascia, un bravo maestro d'ascia, ma ho anche scoperto che ora è sposato e papà di due bambini.
Sono proprio contenta per lui. Spero un giorno di poterlo incontrare e regalargli questa foto, perchè è un vero peccato perdere di vista le belle persone, ma è veramente bello scoprire per caso che sono felici.
foto: Stefania Galluccio









