Visualizzazione post con etichetta mostra fotografica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mostra fotografica. Mostra tutti i post

martedì 23 novembre 2010

Mostra fotografica collettiva "A piedi nudi"

giovedì 15 giugno 2006

Luogo Giudecca


Venerdì 16 giugno 2006 ore 18.00


Cz95
Centro Civico Zitelle, Giudecca 95 - Venezia
Sala Foyer


Inaugurazione Mostra

Luogo Giudecca

Fotografie di

Stefania Galluccio
Michela Orbani
Max Ventura

Tre sguardi sulla Giudecca, tre diversi modi di leggere un'isola, tre fotografi che interpretano in maniera diversa luoghi, spazi e persone, utilizzando tecniche e strumenti differenti.
Un confronto voluto per dimostrare come, l'isola nell'isola, possa in realtà assumere identità molteplici.


La mostra rimarrà aperta dal 16 al 30 giugno 2006
foto: Michela Orbani

mostra fotografica Paradiso Perduto


Domenica 28 maggio alle ore 19,00

Inaugurazione


Paradiso Perduto
Cannaregio 2540
tel. 041 720581



My favorite things

Fotografie

di

Stefania Galluccio

a cura di Susanna Zattarin



Paradiso Perduto di Stefania Galluccio mette in evidenza due aspetti nodali: la necessità del fare e l’urgenza, per la città lagunare, di ri-trovare dei luoghi dove la creatività possa manifestarsi, “esporsi”. E’ infatti\n lasciata troppo spesso alla volontà e alla passione del singolo, come in questo caso, l’organizzazione e la messa a disposizione di spazi, sia per le arti figurative ma soprattutto per l’espressione musicale. Le immagini oggi qui presentate compongono un unicum con i suoni che spesso il Paradiso Perduto ci offre, svelandoci, già dal titolo dell’esposizione che riprende il titolo di un brano di John Coltrane, i grandi amori dell’autrice: la fotografia e la musica. L’artista in questa operazione crea un legame forte tra la musica e i suoi interpreti, e lo manifesta componendo a sua volta una “melodia” attraverso queste immagini catturate come note che vengono a restituirci la storia recente del percorso creativo-musicale della città. Le espressioni che la fotografa ci restituisce si fanno così esse stesse suoni, non più solo udibili ma\n fermati nella loro “rappresentazione” offrendoci in questo modo delle vere e proprie “note visibili”. La scelta tematica da parte della fotografa la porta, come del resto accade agli artisti ritratti, a lavorare frequentemente in un clima di improvvisazione, immergendosi nelle sonorità, cogliendone, spesso anticipandone, toni e cadenze. Il genere e la scelta dei soggetti si rivelano quindi come una vera e propria sfida dal punto di vista tecnico: catturare il suono e il movimento il più delle volte con una luce che amplifica le possibilità del mezzo. Ma è questa sfida, questo continuo mettersi in gioco, non meno del continuo confronto con\n la scena dei musicisti, che stimola la ricerca creativa di Stefania Galluccio, la quale attraverso la scelta dell’utilizzo rigoroso della pellicola bianco e nero viene a creare una particolare fusione tra la pratica musicale e la pratica del fotografare."
Questa mostra al Paradiso Perduto di Stefania Galluccio mette in evidenza due aspetti nodali: la necessità del fare e l’urgenza, per la città lagunare, di ri-trovare dei luoghi dove la creatività possa manifestarsi, “esporsi”. E’ infatti lasciata troppo spesso alla volontà e alla passione del singolo, come in questo caso, l’organizzazione e la messa a disposizione di spazi, sia per le arti figurative ma soprattutto per l’espressione musicale. Le immagini oggi qui presentate compongono un unicum con i suoni che spesso il Paradiso Perduto ci offre, svelandoci, già dal titolo dell’esposizione che riprende il titolo di un brano di John Coltrane, i grandi amori dell’autrice: la fotografia e la musica.
L’artista in questa operazione crea un legame forte tra la musica e i suoi interpreti, e lo manifesta componendo a sua volta una “melodia” attraverso queste immagini catturate come note che vengono a restituirci la storia recente del percorso creativo-musicale della città. Le espressioni che la fotografa ci restituisce si fanno così esse stesse suoni, non più solo udibili ma fermati nella loro “rappresentazione” offrendoci in questo modo delle vere e proprie “note visibili”.
La scelta tematica da parte della fotografa la porta, come del resto accade agli artisti ritratti, a lavorare frequentemente in un clima di improvvisazione, immergendosi nelle sonorità, cogliendone, spesso anticipandone, toni e cadenze.
Il genere e la scelta dei soggetti si rivelano quindi come una vera e propria sfida dal punto di vista tecnico: catturare il suono e il movimento il più delle volte con una luce che amplifica le possibilità del mezzo. Ma è questa sfida, questo continuo mettersi in gioco, non meno del continuo confronto con la scena dei musicisti, che stimola la ricerca creativa di Stefania Galluccio, la quale attraverso la scelta dell’utilizzo rigoroso della pellicola bianco e nero viene a creare una particolare fusione tra la pratica musicale e la pratica del fotografare.

Susanna Zattarin

Avvolte nella pensosa penombra del demone del tempo e della creatività, le “persone risonanti” impresse nelle foto di Stefania Galluccio sembrano staccare un attimo dal processo creativo musicale per fermare la progressione temporale ed acustica e immergersi nell’umanità del silenzio, il fine ultimo della musica, la sua vittima designata.
Giovanni Natoli
foto: Stefania Galluccio

martedì 4 aprile 2006

mostra fotografica


Dal 11 al 25 marzo ho partecipato ad una mostra collettiva a Mestre dal nome "Donne in Piazza" patrocinata dalla Municipalità, nello specifico dalla delegata alle Pari Opportunità.

La mia amica Susanna Zattarin, critica d'arte, ha curato la mostra ed ha scritto il testo per il catalogo, invece Giovanni ha scritto la mia presentazione.

Inutile dire che sono molto contenta di aver ricominciato con la fotografia! Per Maggio devo riuscire a scattare 20 ritratti per una mostrta che si terrà al Paradiso Perduto, noto locale veneziano.

Speriamo bene!

Intanto ecco qua, foto e presentazione...






Opera di Stefania Galluccio
Titolo: "...le parole tacciono la verità degli specchi"
Tecnica: fotografia b/n
dimensioni: Stefania Galluccio_1: 30 x 38 cm, Stefania Galluccio_2: 30 x 20 cm

Stefania Galluccio
Nata a Luino (VA) nel 1969 vive e lavora a Venezia

"Stefania, benché si sia sempre accanita contro il dono della vista, nasce e morirà fotografa. Le sue immagini sono piene di Bressoniana innocenza e senso dell'inquadratura, restituendoci (cosa rara in fotografia) l'anima dei soggetti ritratti, immacolata...Gli esseri umani, sempre al centro della sua attenzione, sono ricoperti di amorevole cura. La scelta del bianco e nero, classica nei presupposti ideali, serve per mantenere pudicamente intatta la vaghezza della percettibilità dei contorni dell'essenza e il risultato, anche se può essere pensoso, è sempre sorridente, è un sì".
Giovanni Natoli

foto: Stefania Galluccio